Trattamenti antitarlo per mobili e arredi

Disinfestazione da tarli per mobili d'epoca

Trattamenti antitarlo per mobili antichi

Per liberare dai tarli i tuoi mobili d'epoca, affidati alla Bottega del restauro: il laboratorio effettua uno speciale trattamento antitarlo con camera disinfestante, in grado di eliminare la presenza degli sgraditi ospiti e prevenirne la ricomparsa.

La ditta dispone di tutte le certificazioni e le competenze necessarie per eseguire i trattamenti antitarlo in tutta sicurezza, senza lasciare tracce né odori sui mobili trattati e senza arrecare danni all'ecosistema.


Trattamenti antitarlo con camera a gas

Nella sede di Zola Predosa, in provincia di Bologna, la Bottega del restauro dispone di una speciale camera a gas antitarlo, realizzata secondo i più severi criteri di sicurezza previsti dalla legge, in grado di effettuare con grande efficacia la disinfestazione dai tarli sia su arredi d'epoca sia su mobili antichi di vario genere.


Informazioni e preventivi per i trattamenti antitarlo

Per contattare il laboratorio della Bottega del restauro, chiama il numero telefonia fissa 051 755303, o invia un fax al numero 051 755303, oppure scrivi un'e-mail all'indirizzo di posta elettronica info@bottegadelrestaurosnc.it . Il personale della Bottega saprà fornirti maggiori informazioni.


Cosa sono i tarli

Per poter combattere con efficacia questo piccolo ma insidioso nemico dei mobili d'epoca, bisogna conoscerlo a fondo. I tarli del legno sono insetti che si nutrono della polpa del legno, e appartengono all’ordine dei coleotteri, in particolare a tre famiglie: Anobidi, Lictidi e Cerambicidi.

La presenza del tarlo viene denunciata da piccoli cumuli di polvere che improvvisamente fanno la loro comparsa sul pavimento sotto al mobile o all’interno di quest'ultimo. Oggi questo insetto è più diffuso rispetto al passato, in quanto il riscaldamento domestico fa sì che anche nel periodo invernale la temperatura non scenda praticamente mai al di sotto dei 10 gradi centigradi, facendo in modo che questi insetti non vadano in letargo e non cessino mai, quindi, la loro attività.

Mobili tarlati

I fori di uscita degli insetti sono molto evidenti: quelli recenti hanno il profilo chiaro in quanto sono stati praticati da poco; se vediamo fori dal profilo scuro, possiamo considerarli tranquillamente fori vecchi, ma non per questo devono essere trascurati. I danni che questo insetto può causare vanno da pochi forellini (che non pregiudicano la stabilità del mobile) a vere e proprie asportazioni di materiale, che possono portare allo sgretolamento di intere parti.

Trattamenti antitarlo per mobili d'epoca

I danni subiti dal legno sono provocati sia dalle larve che dagli adulti. Le femmine del tarlo depongono le uova nelle fessure del legno già esistenti; appena nascono le larve cominciano a mangiare il legno scavando gallerie. Le larve rimangono nel legno durante tutto il loro ciclo vitale che può durare alcuni anni; fuoriescono solo in forma adulta (trasformandosi da larva ad insetto volante) normalmente in tarda primavera ed in autunno, lasciando dei fori ben visibili. Più rara del tarlo ma molto più vorace e distruttiva è la camola del legno; crea fori e gallerie all’interno del legno del diametro di una matita; si può percepire la sua presenza dal rumore provocato dalla voracità delle sue mandibole.

Altro insetto dannoso è l’acaro del tarlo (Pyemotes ventricosus), che è un piccolissimo artropode, imparentato con le zecche. Da adulto ha quattro paia di zampe e un apparato boccale pungente-succhiatore. Solitamente si nutre a spese dei tarli: li punge e gli inietta un veleno che ha doppia funzione, paralizzante e digestiva. Una volta che i tessuti sono liquefatti, l’acaro li succhia, nutrendosene. Quando non trova sufficienti insetti xilofagi da parassitare si rivolge all’uomo. Le sue punture provocano sulla pelle delle vescichette che danno un forte prurito.

In ogni caso trattando mobili, legnami, tappeti, libri, stoffe ecc. in camera a gas sottovuoto si ottiene una completa eliminazione di qualsiasi parassita in qualsiasi forma e in qualunque sia la loro fase di sviluppo (uova, larve, pupe, adulti).

I tipi di tarlo più frequenti nei mobili antichi

Tarlo comune

Tarlo comune

Anobium punctatum (Anobidi)

Lungo da 2,5 a 5 mm, è di colore rossastro con fitta peluria giallastra. Il capo è indistinto e infossato nel torace. Il primo segmento del torace è più stretto delle ali anteriori. Le elitre hanno nove linee di punti infossati e paralleli. L’uovo è biancastro e a forma di limone. La larva è bianca con apparato boccale bruno. Parte terminale dell’addome rigonfio. Fori di sfarfallamento circolari di 1-2 mm di diametro. Rosume fusiforme. Il ciclo biologico si svolge in 1-2 anni. In ambienti riscaldati anche 2 generazioni in un anno. Ogni femmina depone 20-40 uova.

Quale legno attacca: indifferentemente conifere e latifoglie, preferibilmente nell’alburno ma anche nel duramen. Quali danni provoca: è uno dei tarli più dannosi sia delle strutture che dei manufatti.

Note: frequente dove l’umidità dell’aria è maggiore del 50%. Più comunemente si riscontra in chiese, abitazioni, solai, magazzini, opere d’arte, travi.

Capricorno delle case

Capricorno delle case

Hylotrupes bajulus (Cerambicidi)

Come riconoscerlo: lungo da 17 a 25 mm, è di colore da bruno-nero a bruno-giallastro. Testa rotondeggiante con antenne poco più corte del corpo. Torace rotondeggiante ricco di peluria argentea. Elitre tre volte più lunghe che larghe con peluria che forma fasce trasversali argentee. Le uova sono fusiformi. La larva è di colore bianco crema e a maturità è lunga più di 2 cm. Fori di sfarfallamento ovali di larghezza 0,5x0,5x0,7 mm. Rosume grossolano a forma di cilindretti. Il ciclo biologico: varia da 1 a 7-8 anni (fino a 17 anni). Ogni femmina depone diverse centinaia di uova a gruppi di 40-50. Le uova vengono deposte nelle fessure del legno anche a 2 cm di profondità.

Quale legno attacca: prevalentemente conifere (abeti, pini e larice); raramente latifoglie (quercia, pioppo, acero, salice, castagno). Preferibilmente su alburno. Quali danni provoca: molto gravi in quanto le strutture attaccate riducono di molto la loro resistenza meccanica (es. travature dei sottotetti). Le gallerie possono avere anche un diametro di 10 mm. Danni ingenti su legno a duramen indifferenziato.

Note: condizioni ottimali per lo sviluppo sono l’alta umidità e temperatura relativamente elevata (17-18°C). Attacca preferibilmente il legno nei primi 80 anni di vita. Gli adulti sono buoni volatori e quindi diffondono facilmente l’infestazione.

Lictus brunneus

Lictus brunneus

Lictus brunneus (Lictidi)

Come riconoscerlo: lungo da 3 a 5 mm, è di colore bruno scuro con elitre più chiare. Primo segmento toracico largo nella parte anteriore come la base delle elitre. Elitre dall’aspetto uniforme con fori longitudinali disposti in linee irregolari. Antenne ingrossate all’apice (ultimi 2 articoli). Rosume fine. Foro di sfarfallamento ovale o debolmente ovale di circa 1,5 mm di diametro. Il ciclo biologico: da 1 a 2 anni. In ambiente riscaldato 2-3 generazioni all’anno. Ogni femmina depone 50-70 uova in gruppi di 4-6 per vaso.

Quale legno attacca: attacca l’alburno di tutte le latifoglie a legno tenero e con i vasi grossi (quercia, acero, noce, frassino). Se il duramen non è differenziato l’attacco avviene su tutta la sezione del tronco. Quali danni provoca: Molto estesi soprattutto in legni in cui l’alburno è parte preponderante. Parecchie generazioni possono svilupparsi nello stesso legno riducendolo in polvere e lasciando intatto solo un leggero strato superficiale che si rompe alla più piccola pressione. Danni consistenti su manufatti d’arredo o supporti di dipinti.

Note: le gallerie seguono le fibre del legno. I legni stagionati artificialmente, ancora ricchi di amido, vengono attaccati più facilmente rispetto a quelli stagionati naturalmente. Normalmente il faggio non viene attaccato da questo tipo di tarlo, poiché il processo di disidratazione determina la scomparsa degli elementi nutritivi.

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